RIFORMA TERRITORIO. IV COMM: CON DDL 90 PIANIFICAZIONE SOVRACOMUNALE


RIFORMA TERRITORIO. IV COMM: CON DDL 90 PIANIFICAZIONE SOVRACOMUNALE

16.07.2026
16:10
(ACON) Trieste, 16 lug - Flessibilità, copianificazione e rigenerazione: sono le tre direttrici del disegno di legge 90 in materia di riforma del governo del territorio, la cui illustrazione è entrata nel vivo in IV Commissione, presieduta da Giuseppe Ghersinich (Lega).

Nel corso della seduta, l'assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, ha approfondito i nuovi livelli e strumenti della pianificazione territoriale e urbanistica. La riforma articola il sistema su tre livelli: regionale, attraverso il Piano di governo del territorio (Pgt); intermedio o di area vasta, ricompreso nello stesso Pgt e organizzato nei dodici Sistemi territoriali locali (Stl); comunale, affidato al nuovo Piano regolatore comunale.

Uno degli aspetti centrali della riforma è l'introduzione di una pianificazione sovracomunale, "necessaria per affrontare temi che non possono essere governati entro i confini di un singolo Comune. Mobilità, trasporto pubblico, infrastrutture, aree produttive, parchi, servizi e opere di interesse territoriale — ha evidenziato Amirante — richiedono una visione più ampia e un coordinamento tra Regione, Comuni, Comunità montane e altri enti coinvolti. Con la reintroduzione delle Province — ha aggiunto l'assessore — anche quest'ultime potranno assumere un ruolo di coordinamento e di proposta per gli interventi di carattere sovracomunale".

In questo quadro assumono un ruolo strategico i dodici Stl, "definiti tenendo conto della morfologia dei territori, delle identità locali, delle attività economiche, delle infrastrutture e dei flussi di persone, merci e informazioni. Gli Stl — ha spiegato Amirante — dovranno contribuire a tutelare il modello policentrico del Friuli Venezia Giulia, contrastando lo spopolamento dei centri minori e garantendo a ogni ambito territoriale un polo di riferimento dotato di scuole, collegamenti, servizi pubblici e opportunità di lavoro".

L'assessore ha poi chiarito che "il Pgt sarà approvato dalla Giunta regionale dopo il passaggio nelle Commissioni consiliari competenti, il parere del Consiglio delle autonomie locali e una consultazione pubblica di 60 giorni. La stessa procedura varrà per le varianti. La Regione sarà inoltre tenuta a riesaminare il Piano almeno ogni dieci anni".

Importanti novità riguardano anche i Comuni. Una volta approvato il Pgt, I Comuni saranno chiamati ad adeguare progressivamente i propri strumenti urbanistici alla nuova impostazione. "Il cambiamento - è stato sottolineato in Commissione - riguarda anche il modo di pianificare: non più soltanto una suddivisione rigida del territorio in zone, ma una lettura per ambiti basata sulle caratteristiche reali dei luoghi, sulle funzioni presenti e sulle esigenze delle comunità. Il Comune conserverà comunque la possibilità di stabilire regole specifiche all'interno dei singoli ambiti. La Regione garantirà agli enti locali supporto tecnico, amministrativo, formativo e finanziario".

Amirante ha quindi spiegato che la riforma introduce "nuovi strumenti per rendere concreta la rigenerazione urbana e territoriale. La revisione delle cosidette dotazioni urbanistiche supererà l'approccio basato su quantità e metrature, valorizzando anche la qualità e la funzionalità dei servizi. È prevista poi l'introduzione di strumenti di perequazione e compensazione urbanistica e territoriale, finalizzati a distribuire in modo più equilibrato i vantaggi e gli oneri derivanti dalle trasformazioni".

Sempre in materia di rigenerazione, il ddl prevede anche il cosidetto Programma operativo. "A differenza del permesso a costruire, che riguarda un singolo intervento — ha specificato l'assessore — il Programma operativo consente di pianificare la trasformazione di porzioni più ampie della città. Il Comune stabilisce gli obiettivi dell'intervento, le volumetrie ammesse, i servizi da realizzare e i criteri generali del progetto. I soggetti privati possono poi definire le modalità concrete di attuazione nel rispetto di queste indicazioni. Il Programma operativo può interessare anche aree non confinanti, purché collegate dallo stesso progetto di rigenerazione".

Infine, è stato spiegato che con l'entrata in vigore della variante al Pgt verrà definitivamente superato il Piano urbanistico regionale generale del 1978. I Comuni saranno chiamati ad adeguare i propri strumenti urbanistici entro tre anni, termine elevato a quattro anni per gli adeguamenti svolti in forma associata. Inoltre, fino all'approvazione dei nuovi regolamenti continueranno a valere quelli previsti dalla legge regionale 5 del 2007.

"Il ddl 90, dal punto di vista ambientale e paesaggistico, va nella direzione della sostenibilità, con l'introduzione dei corridoi verdi e blu e la possibilità di pianificare a livello sovracomunale", ha commentato Marco Putto (Patto per l'Autonomia- Civica Fvg), auspicando che "le audizioni sul ddl si svolgano attraverso confronto sereno e senza contrapposizioni".

Sulla stessa linea anche Serena Pellegrino (Avs), che ha raccomandato di "evitare gli errori del passato. Il nuovo Piano di governo del territorio non può prescindere dalla pianificazione ambientale. L'ambiente e il benessere delle comunità devono essere centrali".

In chiusura, l'assessore ha invitato a non "confondere la cornice normativa del ddl 90 con il futuro Piano di governo del territorio che è ancora in fase di elaborazione e concertazione". Ha inoltre chiarito che "il disegno di legge definisce regole, competenze e procedure, ma non modifica le tutele ambientali vigenti. La riforma punta però a integrare maggiormente ambiente e pianificazione, trasformando alcuni vincoli in elementi attivi delle strategie territoriali".

"L'uomo non è nemico dell'ambiente", ha concluso Amirante, invitando ad "evitare interpretazioni premature del provvedimento". ACON/SM-fc



  • I lavori della IV Commissione consiliare
    I lavori della IV Commissione consiliare
  • Il presidente della IV Commissione, Giuseppe Ghersinich (Lega) e l'assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante
    Il presidente della IV Commissione, Giuseppe Ghersinich (Lega) e l'assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante
  • Marco Putto (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg)
    Marco Putto (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg)
  • Serena Pellegrino (Avs)
    Serena Pellegrino (Avs)
  • Alberto Budai e Lucia Buna (Lega)
    Alberto Budai e Lucia Buna (Lega)